«LONDRA – Alla fine il cerchio si è chiuso attorno a Julian Assange: il capo di Wikileaks si è consegnato oggi in un commissariato di Londra dopo esser stato raggiunto da un mandato di arresto europeo per conto della Svezia. Assange è arrivato in tribunale accompagnato dai suoi avvocati Mark Stephens e Janet Robinson. “E’ un attacco alla libertà dei media”, ha detto il suo portavoce Kristinn Hrafnsson.» – ansa.it
Nonostante l’arresto del suo fondatore, Wikileaks continua ad essere online grazie ad un un numero crescente di server mirror. Inoltre, come si legge su LaStampa.it, pare che l’underground informatico si sia destato: la banca svizzera che aveva chiuso il conto di Assange è stata oggetto di attacchi DDoS, come anche il sito PayPal.com, colpevole di aver interrotto il servizio per le donazioni.
Julian Assange può contare su un gran numero di sostenitore sparsi per la Rete, ma noi possiamo veramente fidarci di lui? E’ davvero un giornalista guidato da alti ideali? O è solo la pedina di qualche organizzazione che trae vantaggio da tutta questa confusione?
Quello che possiamo affermare con certezza è che si tratta di un avvenimento unico nel suo genere. E’ la dimostrazione di come l’informazione possa far tremare i più alti vertici del nostro pianeta.
[Aggiornamento del 9 dic 2010]
Leggo sul sito di Fabio Ghioni (in un articolo tratto da The Register) che John Young, operatore di Cryptome.org, ha avanzato una feroce critica al sito Wikileaks. Critiche che erano già state espresse precedentemente.